Pizzino Matrice della Val Taleggio La chiesa di Sant’Ambrogio di Pizzino, prima in Val Taleggio,…
Parlando del Santuario di Salzana, un tempo circondato da una frazione abitata, obbligatorio un breve cenno storico. Il nome “Salzana” deriverebbe dalla presenza in loco di sorgenti salse, cioè saline, un tempo apprezzate. Ronchetti nelle sue “Memorie Istoriche” (1805), citando autori più antichi, scrive:” Strabocchevole e prodigiosa fu la quantità di neve caduta in quest’anno 1359 per tutta la Lombardia. In Bergamo sei giorni e sei notti continuò senza posa cominciando li 10 Gennajo e s’alzò più di quattro braccia sopra terra, laonde rovinarono molte case e gettata dai tetti arrivava sino alle gronde delle abitazioni, sicchè per nessuna contrada potevasi transitare, nè usare cavalli o carri. Tragico caso avvenne in Taglietto, ove sopra un monte stava una terra chiamata Salezana di sessanta famiglie incerca con una Chiesa dedicata a S. Gregorio. Udivano di quando in quando que’ abitanti sotto i piedi rumoreggiare certi tuoni, che ne scuotevano le case, quando li 27 novembre verso sera si spalancò in orrenda voragine quel monte, e nell’aprirsi caddero per lo scuotimento le case tutte e non meno la Chiesa, rimanendo estinte quante persone vi si trovarono”.
La tradizione storica vuole che il Santuario dedicato a Santa Maria Assunta, nel luogo di Salzana, sia stato costruito nel 1466 a memoria e a suffragio delle famiglie distrutte, eretto, in forme romanico-gotiche, nello stesso posto in cui, tra le macerie, fu rinvenuta la statua lignea raffigurante la Vergine col Bambino in braccio, ora esposta nello stesso santuario. Inizialmente edificato ad aula unica, fu successivamente ampliato con l’aggiunta di due navate: in quella di sinistra, con l’altare della Beata Vergine del Carmine e, in quella di destra, con la sacrestia e la Cappella della Natività di Maria. L’altare centrale è sormontato da una grande ancona entro cui si ammira la pala dell’Assunta cui è dedicato il Santuario, opera del 1534 dei pittori allievi del Lotto, Franciscus de Bonettis e Lucanus de Imola, dipinta a olio su tavole di legno. Questa chiesa è stata importante centro di spiritualità e di predicazione quaresimale che per l’occasione vedeva riuniti, sin dal lontano 1652, tutti i valligiani. Per breve periodo nel secondo dopoguerra Salzana ha visto negli edifici contigui, appositamente costruiti, la presenza della colonia dei ragazzi di Osio Sopra voluta dal loro parroco, il pizzinese don Severino Vitali. Oggi il Santuario è occasione d’incontro comunitario soltanto per l’apertura del mese di Maggio e per alcune festività mariane. All’esterno, sulla sinistra, è ben visibile un’antica fontana sulla quale compare lo stemma in pietra più antico della valle (si individuano scolpite tre bande che dovrebbero significare i tre affluenti principali dell’Enna: Casere, Salzana, Valle Asinina).Nel 2017 un gruppo internazionale di artisti e architettihanno construito in “tappeto di pietra” davanti alla fontana, usando le tradizionali piöde, con le quali e’ anche fatto il campanile del santuario.
