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Vedeseta

In posizione centrale, lontano dai vecchi abitati e un tempo sul confine di Stato, San Bartolomeo è luogo significativo per la Valle e non solo. Pur trovandoci in territorio di Taleggio, la chiesa e l’area del sagrato appartengono alla Parrocchia di Vedeseta. L’attuale edificio, a esclusione della casa settecentesca, è stato completamente rinnovato nel 1926, e oggetto di diversi interventi di manutenzione anche negli anni recenti, senza risolvere i seri problemi di statica. Ma la presenza di un edificio sacro in questo luogo è testimoniata già alla fine del 1200, e alcuni indizi fanno pensare a una chiesa cimiteriale e, forse, a un lazzaretto. Ingrandito, divenne la prima chiesa parrocchiale della comunità di Vedeseta a partire dal 1428, staccandosi da Pizzino. Nel 1566 il Cardinale Carlo Borromeo durante la sua prima visita alla Valle ordinò il trasferimento di titolo e funzioni alla chiesa di Sant’Antonio Abate in Vedeseta, più comoda per la popolazione. Ritrovatosi sulla linea di confine dopo la divisione della Valle tra Venezia e Milano seguita alla pace di Lodi del 1454, linea confermata nel 1583 e, da ultimo nel 1760, testimone il cippo confinario o termenù ancor oggi visibile sul lato nord-est della cinta, San Bartolomeo è stato spesso al centro di contrasti tra le due comunità di Valle. Ma anche luogo di spiritualità, di incontro e di grande devozione da parte non solo di Vedeseta, che ha continuato a curarne le sorti, ma da parte di tantissime comunità circonvicine che, ancora oggi, vi accorrono soprattutto il lunedì di Pasqua. Per onorare il santo e i morti numerosi qui sepolti e portati, si dice, anche dall’Alta Valle Brembana, le cui ossa, insieme ai segni delle grazie ricevute, vengono dal 1740 raccolte nell’Ossario costruito sul lato nordovest dell’area e restaurato negli anni 60 del secolo scorso. Essendo la chiesa isolata diversi quadri e suppellettili sono stati da tempo portati nella parrocchiale.

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